18 Nov Ricordo e omaggio a Silvio Trentin, Giuseppe Corazzin e Tommaso Angelo Tonello – figure di spicco della nostra Provincia di Treviso

Ricordo e omaggio a Silvio Trentin, Giuseppe Corazzin e Tommaso Angelo Tonello – figure di spicco della nostra Provincia di Treviso
La nostra Associazione Civica “AGORA’ DEI TRE COMUNI “, nell’ambito delle varie iniziative in corso che ricordano l’avvento 100 anni fa della dittatura con l’istituzione dello Stato fascista, è lieta di aprire l’attività per il nuovo anno dedicando un Convegno in memoria e omaggio a Silvio Trentin, a 140 anni dalla nascita, a Giuseppe Corazzin, nel centenario dalla nascita e a Tommaso Angelo Tonello, a 60 anni dalla morte, tre esponenti di spicco della nostra Provincia con diverso orientamento politico che si opposero al regime fascista e furono per questo perseguitati.
A loro va riconosciuto il merito di aver contribuito con determinazione e coerenza alla rinascita civile e democratica della nostra Provincia e Regione e dell’Italia tutta nell’immediato dopoguerra. A presentare i suddetti tre personaggi abbiamo coinvolto dei qualificati studiosi e ricercatori quali:
- Simone Menegaldo, Storico e Socio corrispondente dell’ISTRESCO di Treviso;
- Ivano Sartor, Storico delle Istituzioni e delle Comunità trevigiane;
- Sergio Tazzer, Storico e Presidente dell’Associazione “Fratelli Rosselli” di Treviso.
Detto incontro si terrà sabato 1° febbraio 2025 a Cimadolmo alle ore 15:30 presso l’Auditorium “ C. Pavesi” della Scuola Secondaria di primo grado, in via G.B. Lovadina, 8 con il Patrocinio dei Comuni di Cimadolmo, Ormelle e San Polo di Piave, dell’”ISTRESCO” di Treviso e dell’Associazione “Fratelli Rosselli” di Treviso.
Riportiamo qui di seguito un essenziale profilo biografico dei tre personaggi che si andrà a ricordare e a rendere omaggio.
- Silvio Trentin, nato a San Donà di Piave nel 1885, illustre giurista docente di diritto pubblico, all’Università Ca’ Foscari di Venezia, deputato dal 1919 al 1921 per la Democrazia sociale, è stato protagonista dell’istituzione dell’Ente di rinascita agraria delle province di Treviso e Venezia e della bonifica integrale dei terreni paludosi tra il Limene e il Livenza. Legato da profonda amicizia con Giovanni Amendola, fu con Salvemini e con l’ex Presidente del Consiglio Nitti uno dei tre soli docenti italiani che
preferirono scegliere la via dell’esilio in Francia nel 1926 per non dover giurare fedeltà al fascismo. Partecipò alla Resistenza elaborando una compiuta teoria federalista dello Stato che trovò poi la traduzione normativa in due progetti di costituzione per la Francia e l’Italia.
Trentin morì il 12 marzo 1944, a Monastier di Treviso dove era ritornato da pochi mesi dopo quasi 18 anni di esilio in Francia. Fu riconosciuto da Norberto Bobbio e Leo Valiani come la prima guida spirituale di tutto il movimento nel Veneto, il vero teorico del carattere autonomista della resurrezione d’Italia, il critico più forte della struttura centralizzata dello Stato italiano. La prematura morte di Trentin nel momento decisivo della lotta di liberazione non gli consentì di esercitare quel ruolo che egli avrebbe potuto avere nella ricostruzione del Paese come affermò Pietro Nenni secondo il quale egli “sarebbe stato certamente uno dei capi della nuova Italia, uno dei maestri della nuova generazione”.
- Giuseppe Corazzin, nato ad Arcade (TV) nel 1890, si è formato alla scuola dei dirigenti della Diocesi di Treviso allora guidata dal Vescovo Andrea Giacinto Longhin. Si dedicò ben presto all’organizzazione sindacale tra i braccianti, i mezzadri e i contadini della Marca Trevigiana. Partecipò come componente della Segreteria nazionale alla neonata Confederazione italiana dei Lavoratori (CIL). Nel 1918 iniziò a ricostruire il mondo del lavoro cattolico per cui alla fine del 1919 la Diocesi di Treviso poteva contare un centinaio di Leghe e Cooperative bianche. Nel 1920 fu eletto consigliere e presidente per il neonato Partito Popolare Italiano nel consiglio della Provincia di Treviso, carica che mantenne fino al 1923.
Nel 1920 organizzò le masse contadine della Marca Trevigiana in dure lotte per ottenere l’abolizione della mezzadria fino ad ottenere significative conquiste. Nel 1925 fu eletto nel Consiglio Nazionale dal V Congresso nazionale del Partito Popolare e in quella sede sostenne la necessità delle dimissioni dei deputati aventiniani e sollecitò nuove forme di opposizione al regime fascista. Morì alcuni mesi dopo nel 1925 a soli 35 anni di età anche a causa del fisico ormai debilitato da una pesante aggressione fascista. Nell’ottobre del 1924, una squadra di camice nere aveva selvaggiamente pestato lui e la moglie, Emilia Calderino, che era incinta e perse il bambino.
- Tommaso Angelo Tonello, nato a Fontanelle (TV) nel 1873, è attivo politicamente in Veneto nel 1914 dove organizza comizi e manifestazioni in piazza contro la Guerra Mondiale. Già da allora era fra i leader politici riconosciuti della Sinistra Piave in quanto fu capace di riunire un nutrito seguito di mezzadri e contadini in cooperative.
Continuò la lotta a favore dei mezzadri e il 3 agosto 1920 fomentò a Treviso una importante manifestazione a sostegno di un nuovo patto colonico. Eletto nelle file del Partito Socialista nel 1919, Tonello si schierò rapidamente contro l’avanzare del Fascismo.
Nel 1921, gli scontri con gli squadristi si fecero più regolari. Un comizio a Oderzo terminò con spari e botte così pure a Castelfranco Veneto dove venne caricato su una macchina e riaccompagnato di forza a Treviso. Durante il Fascismo, fu confinato a Oderzo e lì continuò ad essere perseguitato dagli squadristi in camicia nera, tanto che fu costretto poi a rifugiarsi a Lugano in Svizzera. Scappa in seguito in Francia a Tolosa assieme a Giuseppe Saragat e ad altri antifascisti italiani. Dopo la guerra, ritornato in Italia, diviene membro dell’Assemblea costituente nelle file del partito Socialista Italiano di Unità Proletaria ed in seguito, Senatore della Repubblica durante la prima legislatura. Morì a Fontanelle l’8 aprile 1965.