CITTADINI AL VOTO PER IL REFERENDUM GIUSTIZIA 2026 SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI

CITTADINI AL VOTO PER IL REFERENDUM GIUSTIZIA 2026 SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI

CITTADINI AL VOTO PER IL REFERENDUM GIUSTIZIA 2026 SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI

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PRESENTAZIONE

Il 22 e 23 marzo 2026 gli elettori italiani sono chiamati a esprimersi su un quesito referendario riguardante l’ordinamento della magistratura: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

🔎 Di cosa si tratta?

Attualmente, secondo la Costituzione italiana, giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine della magistratura.
Entrano tramite lo stesso concorso e, nel corso della carriera, possono — con determinati limiti — passare dalla funzione requirente (pubblico ministero) a quella giudicante (giudice) e viceversa.

Il quesito referendario propone di separare in modo netto le carriere, creando due percorsi distinti e non più interscambiabili:

  • una carriera per i giudici, che decidono in modo imparziale;
  • una carriera per i pubblici ministeri, che rappresentano l’accusa nei processi penali.


⚖️ Le ragioni del SÌ

Chi sostiene il ritiene che:

  • Maggiore imparzialità del giudice: la separazione renderebbe più evidente la terzietà del giudice rispetto all’accusa.
  • Parità tra accusa e difesa: il pubblico ministero sarebbe più chiaramente una “parte” del processo, al pari dell’avvocato difensore.
  • Maggiore chiarezza dei ruoli: due carriere distinte eviterebbero commistioni culturali e professionali.
  • Modello internazionale: in molti Paesi europei le carriere sono separate.

Secondo i sostenitori, la riforma rafforzerebbe il principio del “giusto processo”.


⚖️ Le ragioni del NO

Chi sostiene il NO ritiene invece che:

  • L’indipendenza del pubblico ministero verrebbe indebolita, soprattutto rispetto al potere esecutivo.
  • L’attuale appartenenza allo stesso ordine garantisce autonomia e indipendenza da pressioni politiche.
  • Il giudice è già soggetto per legge a obblighi di imparzialità e terzietà.
  • La separazione potrebbe creare una magistratura requirente più vicina al modello dell’accusa governativa.

Secondo i contrari, l’unità della magistratura è una garanzia costituzionale di equilibrio democratico.


📌 In sintesi

Il referendum non riguarda la colpevolezza o l’innocenza nei processi, ma l’assetto istituzionale della magistratura e l’equilibrio tra indipendenza, imparzialità e separazione dei poteri.

Il voto rappresenta quindi una scelta tra:

  • mantenere l’attuale modello unitario,
  • oppure introdurre una distinzione strutturale tra chi accusa e chi giudica.

 

Data e ora

18 Marzo 2026 | 20:30 to
18 Marzo 2026 | 22:30

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