10 Ott “La padrona è tornata”: l’azzardo di Marine Le Pen per il 2027
La corsa di Marine Le Pen verso l’Eliseo, tra il groviglio giudiziario delle sentenze, il dualismo strategico con Jordan Bardella e le frammentazioni delle opposizioni francesi
In un 2027 elettoralmente decisivo nel contesto europeo, spiccano le elezioni presidenziali francesi della prossima primavera. Secondo i principali sondaggi, le possibilità che il prossimo inquilino dell’Eliseo possa essere espressione del Rassemblement national sono in costante aumento.
Con la sentenza del 7 luglio e il successivo annuncio in diretta televisiva, Marine Le Pen ha lanciato la sua quarta candidatura alla massima carica della Quinta Repubblica. Quella di Le Pen pare essere l’ultima sfida di una famiglia presente a tutte le presidenziali dal 1974, con la sola eccezione del 1981. La sentenza del 7 luglio non nasconde tratti di ambiguità. Da un lato conferma la colpevolezza dei dirigenti della destra radicale, prima fra tutti Marine Le Pen, dall’altro, riducendo la pena, ha lasciato nelle mani della stessa Le Pen la possibilità di scegliere se correre o meno.
Con il ricorso in Cassazione, Le Pen può avviare la campagna in maniera normale avendo la pena sospesa. La prima incognita riguarda i tempi per arrivare alla nuova sentenza. Se la Cassazione dovesse annullare la sentenza di secondo grado, si tornerebbe a quella di primo grado, paradossalmente più pesante in quanto a ineleggibilità. Il caos politico che ne seguirebbe sarebbe inevitabile.
La scelta di Marine s’inserisce nella sua classica attitudine di vera e propria combattente, che ha riproposto con costanza il mito dell’araba fenice, che risorge dalle sue ceneri. Dopo la fallimentare candidatura presidenziale di Jean-Marie nel 2007, per Marine Le Pen parte una traversata del deserto che la vede risorgere nel gennaio 2011. Si tratta della prima rinascita politica.
Il 3 maggio 2017 Emmanuel Macron la umilia nel dibattito televisivo. Ma Marine dal punto più basso è pronta a riemergere. Il culmine di questa operazione di rinascita giunge con il cambio di nome da Front national a Rassemblement national. Il nuovo Rassemblement è il primo partito di Francia alle europee, guidato da un giovane sconosciuto, creatura politica inventata da Marine: Jordan Bardella.
Nel ballottaggio del 2022 Macron lascia Marine Le Pen al 41,5% dei suffragi. È una sconfitta amara, parzialmente risarcita dalle legislative. L’opposizione al macronismo è oramai rappresentata prima di tutto dal Rn.
Il 2025 è l’annus horribilis per Marine Le Pen. Ancora una volta, con il ricorso in Cassazione e l’annuncio dell’avvio della campagna presidenziale, Marine mostra di volersi ribellare alla possibile fine politica e si lancia verso l’ennesima rinascita. In questo percorso è impossibile non spendere qualche parola sulla possibile variabile Jordan Bardella.
Marine Le Pen ha parlato di una campagna elettorale condotta dal ticket composto da lei, candidata all’Eliseo, e Bardella, futuro primo ministro. Nella fase di attesa della sentenza, Bardella si era costruito una immagine sempre più “presidenziabile”, con posizioni non in linea con quelle ufficiali di Marine.
Con il suo intervento televisivo, Marine Le Pen ha chiarito un punto: “la padrona è tornata”! Si dovrà valutare se Bardella accetterà di rientrare nei ranghi. Bisognerà capire se il ticket sarà in grado di sommare due elettorati non così omogenei: la “France d’en bas” e il Cac 40 saranno riuniti nel voto Rn?
Alcuni recentissimi sondaggi sembrano chiarire che oggi la pregiudiziale repubblicana vale come strumento anti-Mélenchon, ma non è più percepita come tale in funzione anti-Le Pen. In caso di ballottaggio Le Pen-Mélenchon, le porte dell’Eliseo sarebbero spalancate per la figlia del fondatore del Fn. Determinante sarà che la destra e il centro da un lato e la sinistra riformista e gli ecologisti dall’altro giungano a candidature il più possibile unitarie. Questa ipotesi è nelle mani di Edouard Philippe a destra e di Raphaël Glucksmann a sinistra.
Il tour de France non si vince in tandem, ha ricordato Guillaume Tabard. Ma se si vuole rendere quasi certo un trionfo Rn, basterà far lievitare le candidature personali nello spazio della sinistra e della destra repubblicane. L’esplosione delle candidature può diventare il suo atout definitivo in questa sua battaglia per l’Eliseo.
Testo adattato, preservando il contenuto originale, da un articolo di Michele Marchi pubblicato sulla rivista il Mulino. Leggi qui la versione integrale. Crediti per l’immagine: Vox España, Creative Commons CC0 1.0 Universal