Riscoprire il significato di BENE COMUNE e prenderci cura dell’interesse generale

RELAZIONE PROGRAMMA ATTIVITA’ SVOLTA PER L'ANNO 2025

Già nei primi sei mesi dalla costituzione della nostra Associazione, risalente all’otto maggio 2024, nonostante il notevole impegno per l’avvio rendendo quanto prima operativa la segreteria e alle varie pratiche per ottenere l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), siamo comunque riusciti a svolgere nell’ultimo quadrimestre dello scorso anno tre  qualificati incontri-dibattito. Nel 2025, non più oberati da oneri tecnico-organizzativi e disponendo di mezzi adeguati, abbiamo dato un notevole impulso alla nostra attività  programmando e promuovendo ben otto qualificati incontri-dibattito e avviando uno stretto proficuo rapporto di collaborazione con la Direzione dell’Istituto Comprensivo Statale di San Polo di Piave che si è concretizzato con la promozione di ben 9 incontri con gli alunni di tutte le  classi frequentanti la Scuola Secondaria di Primo Grado dei tre Comuni di Cimadolmo, Ormelle e San Polo di Piave.

Sabato 1° febbraio 2025, a Cimadolmo, abbiamo tenuto  Il nostro primo incontro-dibattito promuovendo un Convegno in memoria e omaggio a Silvio Trentin , Giuseppe Corazzin e Angelo Tommaso Tonello, figure di spicco della nostra Provincia che hanno lottato contro il Regime Fascista e per questo dallo stesso perseguitati distinguendosi in ambito nazionale per il loro impegno a difesa dei contadini allora sfruttati dai latifondisti.

Per tale occasione sono intervenuti quali relatori, Simone Menegaldo, Storico e Socio corrispondente dell’ISTRESCO Treviso, Ivano Sartor, Storico delle Istituzioni e delle Comunità trevigiane e Sergio Tazzer, Storico e Presidente dell’Associazione “Fratelli    Rosselli” di Treviso.

Giovedì 20 marzo 2025, a Ormelle, abbiamo tenuto il nostro secondo incontro-dibattito sul tema “ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – La nuova rivoluzione dalle grandi imprevedibili opportunità che pone seri interrogativi carichi di inquietanti rischi anche per la tenuta della nostra democrazia”.

 

Per l’occasione abbiamo chiamato ad intervenire un esperto della materia quale il Prof. Dario Da Re, Direttore dell’Ufficio Digital Learning e Docente di Laboratorio sulle trasformazioni Digitali a Scienze Sociologiche nell’Università degli studi di Padova.

 

L’intelligenza artificiale gestisce compiti ripetitivi e analisi di dati massivi in pochi secondi, liberando tempo per la creatività umana. IBM sottolinea come questo aumenti drasticamente la produttività aziendale.

Algoritmi avanzati permettono diagnosi precoci e la scoperta di nuovi farmaci (es. nuovi antibiotici) a velocità record, come riportato da Nature.

Dalla scuola (tutoring su misura) alla domotica, l’IA adatta i servizi alle esigenze del singolo individuo.

Molte professioni (anche intellettuali) rischiano il ridimensionamento. Il Fondo Monetario Internazionale stima che l’IA influenzerà quasi il 40% dei posti di lavoro globali.

La creazione di deepfake e la diffusione di pregiudizi (bias) contenuti nei dati di addestramento possono inquinare l’informazione e alimentare discriminazioni.

 

La raccolta massiccia di dati solleva dubbi etici; inoltre, l’uso dell’IA in ambito militare (armi autonome) è uno dei temi più caldi discussi alle Nazioni Unite.                                                                                                                                     

Per bilanciare questi due fronti quello delle opportunità con l’altro dei rischi, l’Unione Europea ha approvato l’AI Act, il primo regolamento al mondo che classifica l’IA in base al rischio per proteggere i diritti dei cittadini. 

Venerdì 30 maggio 2025, a San Polo di Piave, si è tenuto il nostro terzo incontro dibattito sul tema ” CITTADINI AL VOTO PER I 5 REFERENDUM SUL LAVORO E LA CITTADINANZA – I singoli quesiti gli obiettivi, i vantaggi e le criticità”.

 

Per l’occasione abbiamo chiamato ad intervenire il Prof. Enrico Minnei, Docente di Diritto Costituzionale all’Università degli studi di Padova.

 

I cinque referendum, se approvati, avrebbero avuto un impatto significativo su diversi aspetti della legislazione italiana.

  • Sulla cittadinanza: La riduzione del tempo necessario per ottenere la cittadinanza potrebbe favorire una maggiore inclusione degli stranieri nella società italiana, semplificando il processo di naturalizzazione e ampliando i diritti di partecipazione civica.
  • Sui licenziamenti: Il ripristino delle vecchie tutele precedenti al “Jobs Act” significherebbe un maggiore potere per i lavoratori nel caso di licenziamento illegittimo, rendendo più difficile per le aziende licenziare senza una giusta causa.
  • Sui contratti a termine: L’obiettivo è ridurre la precarietà, limitando l’uso eccessivo dei contratti a tempo determinato. Questo potrebbe portare a un aumento dell’occupazione stabile, ma anche a una possibile riduzione della flessibilità per le imprese.
  • Sulla responsabilità negli appalti: Eliminare la responsabilità solidale potrebbe ridurre gli obblighi per le aziende, ma al tempo stesso diminuirebbe la tutela per i lavoratori impiegati in appalti e subappalti, aumentando il rischio di infortuni e violazioni dei diritti.

 

Nel complesso, i referendum miravano a riequilibrare i diritti tra lavoratori e datori di lavoro, oltre a promuovere una maggiore integrazione per gli stranieri.

 

Tuttavia, ogni quesito presentava vantaggi e criticità che andavano valutati attentamente dagli elettori. Questi referendum miravano a incidere profondamente sul sistema giuridico italiano, in particolare sulle normative che regolano il lavoro e l’acquisizione della cittadinanza. Se approvati, potevano avere effetti significativi sulle condizioni occupazionali, sulla stabilità lavorativa e sull’integrazione degli stranieri nel tessuto sociale italiano.

Venerdì 6 giugno 2025, a Cimadolmo, abbiamo promosso il nostro quarto Incontro-dibattito sul tema:  “L’EUROPA NEL NUOVO ORDINE MONDIALE ”- L’attuale crisi del multilateralismo e delle tradizionali alleanze, il ritorno dei nazionalismi, l’emergere di nuovi imperialismi  e di inedite alleanze stanno mettendo in crisi gli attuali equilibri ridisegnando il mondo e  nuovi preoccupanti scenari si affacciano.

 

Per l’occasione abbiamo coinvolto Gabriele Junior Pedrazzoli, Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, collaboratore della rivista “Mondo Internazionale” e autore di numerosi articoli pubblicati anche su altre qualificate riviste  di geopolitica.

 

In questi ultimi anni e ancor più con l’arrivo di Trump alla presidenza degli Stati Uniti sono riemersi i nazionalismi e gli imperialismi dei secoli scorsi con pretese territoriali. Il mondo basato sulle regole, sul diritto, sul multilateralismo, sulla libertà e democrazia scaturito dalle ceneri della prima e seconda Guerra Mondiale è entrato in crisi.

Dopo la pausa estiva,  abbiamo subito ripreso l’attività con altri 4 incontri.

Venerdì 12 settembre 2025, a Ormelle, si è tenuto il nostro quinto incontro-dibattito sul tema “ LA CRISI DELL’UNIONE EUROPEA NEGLI ATTUALI  EPOCALI MUTAMENTI GEOPOLITICI MONDIALI: Le nuove sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare per conservare un ruolo da protagonista sulla scena internazionale  assicurando un duraturo futuro di pace e benessere alle 27  nazioni che ne fanno parte e a quelle che entreranno ”.

 

Per l’occasione è intervenuto il Prof. Marco Brunazzzo, Direttore Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale e Professore Ordinario di Politiche dell’Unione Europea.

 

Settantacinque anni fa nasceva l’idea dell’Unione Europea, la nostra “Casa comune”. Un continente devastato dalla seconda guerra mondiale si mise sulla via della pace e della stabile cooperazione dando inizio alla più audace innovazione democratica transnazionale della nostra epoca. L’Unione Europea (UE) si trova oggi al centro di profondi mutamenti geopolitici che ne mettono a dura prova coesione, capacità strategica e ambizione globale. Di fronte all’offensiva che mira a disunire l’Unione,  c’è il timore che l’Europa, ora così politicamente debole, si condanni a tornare ad essere un’espressione geografica rassegnandosi al dominio internazionale della forza non più in condizione di difendere lo stato di diritto, pilastro portante della sua civiltà giuridica e politica, presupposto di un lungo e storico periodo europeo di pace così pure di rivendicare la civiltà di molte sue leggi davanti all’arbitrio di chi mette sul piatto il peso della propria potenza economica, commerciale e, non ultima militare.

Giovedì 16 ottobre 2025, a San Polo di Piave, si è svolto il nostro sesto incontro – dibattito sul tema“L’OPERAZIONE OTONGA IN AMAZZONIA”

 

Per l’occasione abbiamo avuto quale prestigioso relatore il  Prof. Giovanni Onore, Entomologo ed Ecologo di fama internazionale, coordinatore del Progetto e Presidente della “Fundacion Otonga” a Quito (Ecuador)

 

L’Operazione Otonga nell’Amazzonia Ecuadoriana, quale articolato  progetto pluriennale di riforestazione  e tutela della Biodiversità nonché di sostegno alle popolazioni ivi presenti ha interessato una vasta foresta situata sulle pendici occidentali della catena andina in una zona di notevole valore naturalistico e scientifico dotata di una straordinaria Biodiversità per la presenza di specie animali e vegetali scomparse nel resto del Paese dovuta alle particolari condizioni climatiche.

 

L’Operazione Otonga nell’Amazzonia Ecuadoriana, quale articolato  progetto pluriennale di riforestazione  e tutela della Biodiversità nonché di sostegno alle popolazioni ivi presenti ha interessato una vasta foresta situata sulle pendici occidentali della catena andina in una zona di notevole valore naturalistico e scientifico dotata di una straordinaria Biodiversità per la presenza di specie animali e vegetali scomparse nel resto del Paese dovuta alle particolari condizioni climatiche. La foresta Otonga in Ecuador racchiude un patrimonio floro-faunistico tra i più rilevanti della Terra.

 

L’Operazione Otonga, articolata in un progetto pluriennale si propone di acquistare porzioni di foresta primaria e, ove necessario, riforestare per salvarne la straordinaria biodiversità e tutelare la ricchezza biologica del Pianeta sostenendo le popolazioni ivi presenti promuovendo altri significativi progetti di educazione ambientale e di promozione sociale.

 

Alla “Fondacion Otonga”, Presieduta e diretta dal Professor Giovanni Onore, è stato affidato l’incarico della gestione e organizzazione in loco di tutta l’Operazione.

Giovedì 13 novembre 2025, a Cimadolmo, si è tenuto il settimo incontro-dibattito  sul tema”VERSO LE PROSSIME ELEZIONI REGIONALIIN VENETO DEL 23 E 24 NOVEMBRE 2025 – PRESENTAZIONE E CONFRONTO SUI PROGRAMMI TRA I CANDIDATI PRESIDENTI O LORO DELEGATI Fabio Bui, Giovanni Manildo, Marco Rizzo, Alberto Stefani, Riccardo Szumski.

 

Per l’occasione l’incontro è stato moderato dal giornalista Daniele Ferrazza.  

                      

Queste elezioni nel Veneto si prospettavano particolarmente delicate in quanto l’uscente Luca Zaia non era ricandidabile per legge, aprendo così una competizione per il “dopo-Zaia”.

La legge elettorale regionale prevedeva che il candidato che ottiene più voti viene eletto presidente, senza ballottaggio, con premio di maggioranza se supera il 40 %. Era possibile il voto disgiunto (scegliere presidente e lista non collegata). Le coalizioni erano articolate e contestate: nel centrodestra vi erano state tensioni fra Lega e Fratelli d’Italia circa la candidatura, e alcuni partiti “minori” cercano rappresentanza autonoma. Alcuni candidati (come Rizzo e Szumski) si posizionavano come “alternative” agli schieramenti tradizionali, con programmi più radicali o distintivi.

Venerdì 12 dicembre 2025, a Ormelle, si è tenuto l’ottavo ed ultimo incontro-dibattito sul tema “L’ITALIA DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA: dall’Assolutismo alla Democrazia”.

 

Per l’occasione è di nuovo intervenuto quale relatore il Prof. Enrico Minnei, Docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Padova.                                                                                                        

 

Prima dell’Unità, l’Italia era frammentata in stati dominati da monarchie assolute. La svolta avvenne nel 1848, quando il re Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino, trasformando il Regno di Sardegna in una monarchia costituzionale.

Contemporaneamente al referendum, i cittadini elessero l’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova legge fondamentale. La Costituzione della Repubblica Italiana entrò in vigore il 1° gennaio 1948, sancendo definitivamente il passaggio a una democrazia parlamentare fondata sulla sovranità popolare. 

Incoraggiati dall’ottima riuscita degli incontri promossi lo scorso anno in tutte le classi della Scuola Secondaria di Primo Grado dei tre Comuni di Cimadolmo, Ormelle e San Polo di Piave promossi lo scorso anno presentando il tema sulla necessità di tutelare la biodiversità evidenziandone la fondamentale importanza per la sopravvivenza della stessa umanità, grazie all’intervento del Prof. Giovanni Onore, viste le buone relazioni instauratesi con la Presidenza dell’Istituto Comprensivo Statale di San Polo di Piave, andremo ben volentieri  a promuovere degli incontri sulla Costituzione commentando e riflettendo su alcuni articoli. Confermeremo inoltre la nostra piena disponibilità per tenere lezioni di educazione civica anche sugli Statuti Comunali così pure di collaborare al progetto del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi per le classi terze della scuola primaria di secondo grado dell’Istituto Comprensivo Statale di San Polo di Piave. Nell’ambito degli spazi previsti dagli Statuti Comunali sulla partecipazione popolare, rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare attivamente in seno alle  Commissioni  Comunali che verranno istituite contribuendo con le nostre idee e proposte.

 

Lo stesso dicasi per la promozione in particolare di progetti e iniziative riguardanti l’educazione ambientale e alimentare magari anche in stretta collaborazione  con l’Istituto Comprensivo Statale di San Polo di Piave che opera nei suddetti tre Comuni.

 

I componenti del Consiglio Direttivo, inseriti nell’apposito Gruppo di lavoro recentemente istituito, s’impegnano a seguire da vicino le vicende amministrative  partecipando  ai rispettivi Consigli Comunali dei tre Comuni di Cimadolmo, Ormelle e San Polo di Piave e seguendo i lavori delle varie Commissioni.

Anche nelle recenti ultime elezioni regionali abbiamo constatato un ulteriore calo nella partecipazione al voto e, questo dato, sommato ad altri analoghi segnali, confermano la sempre più profonda sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti e dei loro rappresentanti nelle istituzioni democratiche.

 

La politica, con i suoi attori  screditati spesso arroganti che usano le parole come strumento di aggressione, le sue istituzioni tacciate di inefficienza, la dilagante corruzione, tutta concentrata nella pazza corsa delle promesse demagogiche e irrealistiche, sta suscitando nell’opinione pubblica avversione, disprezzo e ostilità. Questo sempre più forte vento di antipolitica che si alimenta anche di sentimenti d’odio dovrebbe preoccupare molto, non solo noi, ma in particolare le forze politiche e gli attuali amministratori che  rappresentano l’opinione pubblica ma abbiamo la netta sensazione che non ne avvertano la gravità e i rischi per la democrazia che diviene vulnerabile se è inquinata dall’intolleranza.

 

Stiamo ormai vivendo la crisi e progressiva erosione  del nostro sistema democratico dove non si trovano più cittadini disposti a impegnarsi perché delusi e/o disinteressati da una offerta politica molto debole e da una classe politica per lo più modesta se non impreparata che si mobilita e si rivolgono  all’ascolto dei cittadini solo al momento degli appuntamenti elettorali.

 

La democrazia presuppone una partecipazione attiva, una capacità di discernimento, un faticoso processo di studio e sintesi, spesso con un approccio interdisciplinare, per acquisire le necessarie competenze.

La funzione educativa dei partiti, che si trovano peraltro con un forte progressivo calo di iscritti, è purtroppo venuta meno nei territori così pure quella dei vari media occupati più di dare notizie, spesso inesatte e anche false (fake news) come spesso accade nei social, che di filtrarle e interpretarle, più a intrattenere gli spettatori che di educare. Dalla consapevolezza del delicato complesso momento storico che stiamo attraversando, così denso di cambiamenti e sconvolgimenti  sociali e politici, è scaturita l’idea di reagire a questa deriva democratica costituendo ora il nostro Movimento Civico  per rigenerare la politica restituendoLe la Sua originaria nobiltà ancorandola saldamente  alla pratica democratica riscoprendo l’autentico spirito di servizio verso la cittadinanza che dovrebbe animarla.

 

La nostra Associazione Civica si riconosce nei seguenti valori fondamentali quali: la tutela dei diritti ,la libertà d’espressione e di pensiero, il rispetto e la tutela d’ogni forma di diversità, lo sviluppo di una società aperta, l’autonomia e difesa delle identità locali, il diritto all’autodeterminazione, la pace tra i popoli, la giustizia sociale, l’affermazione della cultura della legalità, la democrazia partecipata e di prossimità, la solidarietà, la difesa dell’ambiente e del patrimonio storico artistico, il rispetto e la tutela delle differenze di genere, la lotta contro l’omofobia e la violenza sulle donne.

 

Il Movimento crede nell’impegno sociale e politico come servizio finalizzato al raggiungimento del bene della comunità. Si richiama al senso di responsabilità, indispensabile per costruire un mondo più giusto e più equo. Ritiene che l’unica soluzione alla crisi della politica sia l’impegno attivo per il bene comune, l’ascolto dei bisogni dei cittadini e la ricerca di risposte efficaci e condivise.

 

Il nostro Movimento si propone di promuovere la crescita umana e civile sollecitando e valorizzando la partecipazione dei cittadini, in particolare dei giovani, alla vita politica e culturale principalmente nei territori dei tre Comuni di Cimadolmo, Ormelle e San Polo di Piave stimolando così il processo di formazione della volontà popolare e una sempre più stretta collaborazione con servizi condivisi.

Esso svolge la sua attività senza scopo di lucro con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La nostra Associazione intende promuovere un metodo di lavoro che coinvolga la cittadinanza nell’espressione dei bisogni e delle scelte.